Pianoforte e Tastiere Menù

Piano-Bosendorfer

Il Pianoforte
(altro regalo al mondo dal genio italico)
Bartolomeo Cristofori,  Padova 4 maggio 1655 + Firenze 27 gennaio 1732. E’ ritenuto l’inventore del pianoforte, per via degli interventi innovativi che studiò sul clavicembalo, (lo strumento a tastiera più usato in quel tempo). 
Le novità che introdussero un suono completamente nuovo è nelle variazioni del volume sostituendo con dei martelletti che percuotevano le corde i “salterelli” che le pizzicavano, oltre alla meccanica che permetteva il rientro dei martelletti in posizione, quello che oggi prende il nome di “scappamento”

Cristofori con i primi modelli stava lavorando a un’idea che aveva da tempo: realizzare un clavicembalo con capacità dinamiche controllabili dall’esecutore, a differenza del clavicembalo tradizionale dove le corte potevano essere solo pizzicate senza controllare la dinamica (l’intensità del suono). Era il 1688, Bartolomeo Cristofori fu portato da Ferdinando de’ Medici a lavorare a Firenze sugli strumenti musicali della famiglia granducale, con interesse e insistenza del granduca per il suo lavoro inventivo e innovativo sulle meccaniche degli strumenti dell’epoca. Cristofori accetto l’incarico con una paga di 12 scudi al mese e creò negli ultimi anni del XVII secolo due nuovi strumenti a tastiera, variazioni della spinetta, strumento a tastiera a corde pizzicate. In un documento di corte del 1700 c’è la prima menzione storicamente ritenuta affidabile del pianoforte. (Ricerca sul web)

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     La tastiera elettronica
E
‘ uno strumento musicale in grado di emettere una immensa gamma di suoni attraverso un sintetizzatore comandato da tasti analoghi a quelli del pianoforte. A volte essa è munita di altoparlanti interni. 
A partire dalla fine degli anni ’80, i sintetizzatori (a tastiera e non) sono quasi sempre dotati di connessioni MIDI, che permette anche la connessione di più tastiere. Lo studio iniziale è bene che lo si faccia come per il Pianoforte. (Ricerca sul web).

Premessa necessaria
P
er le difficoltà progressive dello studio, abbiamo diviso il Metodo Beyer op. 101, in 13 book.

Il Beyer si compone di 106 esercizi + Appendice.
Lo abbiamo scelto perché contiene tutte le tematiche che occorrono perché si raggiunga un livello dignitoso delle “Tecniche necessarie”.
Nel tempo che viviamo siamo però “certamente meno pazienti” degli allievi coetanei di Ferdinand Beyer, quindi meno portati al “sacrificio dello studio“, questo fa in modo che se pur i Conservatori apprezzino la preparazione iniziale del Beyer, molti maestri moderni oggigiorno lo “scansano” ritenendolo “troppo rigido”.
Naturalmente non hanno tutti i torti, si era nel 1800. (pensate al salto di mentalità avuto solo negli ultimi 30 anni). Comunque noi abbiamo i mezzi per ammorbidire questa rigidità.
Come ?
Abbinando ai 106 esercizi, oltre 250 brani, tratti dal panorama internazionale, tradotti e adattati a Pianoforte e Tastiere elett. rendendoli adeguati alle difficoltà degli esercizi e aggiungendo ad ogni brano una “piccola orchestra virtuale” che rende il tutto assai accattivante ed unico.
Oggi questo lavoro: Beyer più 250 brani, RIBALTA la concezione dello studio del metodo stesso, rimandandolo a “Correttore e insegnante di tecnicaquando studiando i Brani se ne presenta la necessità.
Questo lavoro è costato oltre 20 anni di prove in aula, e si presenta unico oltre che per la raccolta di “dati” anche per le registrazioni a mani unite che permettono la loro divisione usando il Bilanciamento o “pan” delle tracce, per questo argomento siete rimandati alla pagina interessata.

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Queste le pagine interessate agli studi per il Pianoforte e le Tastiere:
   Book da 01 a 08
      Book da 09 a 13
         Tecnica – Appendice – Scale  leggimi 
            Studio degli Accordi   dalla costruzione all’uso finale  
                Altri Brani   dal mondo dagli Amici qualcuno da me!

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